Diario · Storie & Eventi · 2013-11-19 · Zanna Bianca Archivio storico
Battaglie di lasalliana memoria
Leggendo del clima ostile che avete trovato in quel di Sarcedo mi tornano in mente le giornate pericolose vissute con il La Salle sui campi della Valle.
Campese, San Nazario, Valstagna, Solagna, Cismon…epiche battaglie, combattute più contro il pubblico che contro le squadre avversarie, ormai più di vent’anni fa.
Non c’era niente da fare…noi eravamo “la squadra dei Preti”, “quei da Bassan”, “i lampadati cueatoni”, “quei che parla in talian”.
Effettivamente eravamo tutte queste cose, tranne forse “lampadati”, a parte il nostro estremo difensore, e avevamo capito che questa condizione di diversità formale ci faceva acquisire un vantaggio competitivo che andava ben oltre i valori in campo. Il loro complesso di inferiorità giocava a nostro favore e noi facevamo di tutto per alimentarlo.
Un giovane Pippo Gramatica allora, invece che la normale seduta singola giornaliera, al sabato sera faceva trattamento doppio al White Sun, in modo da presentarsi in campo con il viso di un colore simile a quello di Thomas N’Kono.
Sul campo, poi, si gridavano frasi simili a quelle qui di seguito:
-“Stefano, amore mio, ti prego, posiziona la sfera in corrispondenza del vertice sinistro dell’area piccola, affinché io possa procedere al rinvio”!
-“Alberto, amico mio, cerca di passarmi il pallone con miglior precisione”!
-“Ehi, Pippo, briccone, procura che la barriera copra convenientemente lo specchio della porta”!
– “Scusi, Allenatore…posso limitare il numero delle mie sgroppate offensive”?
– “Perdoni, Mister…posso viaggiare per linee orizzontali”?
-“Signor Guardalinee…ritengo che il pallone non abbia varcato completamente la linea del lato lungo del rettangolo di giuoco”!
-“Disdetta…mi sono rotto un’unghia”!
Lascio immaginare quale clima montasse sulle tribune… Quella sì era vera ostilità! Un’ostilità densa, materiale, che si poteva annusare, quasi mordere.
“Fioi de roie”!!!!
“Bisogna che morì tuti da un colpo”!!!
“Cueatoni de merda”!!!
“Preti schifosi”!!!
“Quando che vegnì fora ve spachemo el cueoooooooo”!
Allora, ottenuto il nostro scopo, scattava la fase due della nostra tattica tutta psicologica. Si cominciava ad interloquire con il pubblico, ovviamente evitando accuratamente di giocare a tiro di sputo, sulle fasce sotto le tribune.
“Scusa…tu…sbaglio o frequenti Ingegneria a Padova”?
“Ah ma la signorina con te è la tua ragazza??…..Ops…Perdona il terribile fraintendimento…”?
“Mi dai l’indirizzo del tuo coiffeur? stai veramente bene pettinato così”? (al calvo di turno).
Quando la presenza degli ultras avversari, aggrappati alla rete con il fermo desiderio di ucciderci tutti, cominciava ad essere troppo incombente smettevamo di colpo di parlare. Sorridevamo tutti, sorridevamo fino alla fine, festeggiando in modo sobrio le reti che puntualmente piovevano a grappoli, magari scambiandoci pizzicotti sul sedere e avviandoci verso il centro del campo sculettando in modo inequivocabile.
Ricordo che una volta, a Campese, dopo un’ora di assedio barricati negli spogliatoi, fummo scortati alle nostre macchine dai Carabinieri. Sfilammo sorridendo lungo due ali di folla inferocita, canticchiando a bassa voce le note di Triangolo di Renato Zero.
Era divertente. Eravamo dei ragazzi.
Federico Guarnier
Campionato 3^ Categoria 1989/1990
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