Diario · Partite · 2014-05-29 · Zanna Bianca Archivio storico
Botafogo / GV Conte 1 – 0 d.t.s
Chi vince festeggia e chi perde spiega. Di solito si dice cosi.
Il GV Conte termina nel glorioso stadio dei Fiori la sua stagione quantomeno straordinaria e, a onor del vero, non mi sento di spiegare nulla ma di ringraziare tutti. La gara è stata molto bella, combattuta fino alla fine contro un avversario quadrato e forte fisicamente. L’unico vero rammarico va verso un comitato organizzatore che dovrebbe avere più attenzione nella scelta delle terne arbitrali almeno nelle fasi finali della stagione. Prima uno scambio di persona nella compilazione del referto arbitrale dei 1/4 lascia ai blocchi di partenza un cavallo di razza come Baldi, poi, un inadeguato Novello (mi pare si chiami cosi), si preoccupa più di mettere a tacere le panchine che di gestire ciò che accade in campo . Da ormai troppi anni vedo punita più severamente la protesta (pur sempre sbagliata) della legnata, e questo mi disgusta.
La gara è tonica e vigorosa. Il tutto sotto una pioggia incessante che rende la serata ancora più epica. Valente e Remonato condottieri di una squadra che non ha più nulla da dimostrare. Il Conte parte bene e dopo un paio di minuti si ritrova sui piedi di La Gloria la palla per il possibile vantaggio. L’esterno bassanese sceglie la via più irta cercando di subire il fallo/penalty che non arriva grazie all’intervento pulito del difensore avversario. Sul fronte opposto Maraska soffre le insidiose spinte di Dalla Benetta che lo costringono a spendere un giallo dopo appena 5 minuti. Gara vivace che vede nel centrocampo il vero luogo della battaglia. Campesan è costretto a lasciare per il riacutizzarsi di un vecchio problema all’inguine. Tatticamente non cambia nulla perchè Gnesotto si posiziona nella stessa zona di campo anche se con caratteristiche completamente diverse. LDP, cercato spesso dai compagni, non crea mai il break decisivo. Stefan per una volta torna umano chiedendo forse troppo a se stesso. La gara è equilibrata ed il Botafogo, forte di una carta d’identità migliore parecchi anni, aspetta sornione il crollo fisico del Conte. Crollo che non arriverà mai. Arriverenno invece i cartellini gialli di Novello che puniscono oltremodo Fabris reo di aver frustato l’aria con un gesto della mano destra. Ad inizio ripresa Cappellini colpisce un clamoroso palo a Pippo battuto. Sembra un segnale degli dei, ma quando il colpo di testa di MLG si spegne clamorosamente tra la traversa e la schiena di Servedio, si intuisce che gli dei non stanno con nessuno. Calmonte, azzoppato dalla gara con l’Atletico, riequilibra la gara lanciando la lenza alla quale rimane aggrappato Cappellini. La reazione che ne consegue, è più plateale che altro, ma costringerà la forte punta avversaria a guadagnare anzitempo gli spogliatoi. La gara si conclude a rete inviolate lasciando ai tempi supplementari il compito di scegliere la finalista. E’ un gran gol di Pugliani a decidere chi andrà al Menti. L’azione è viziata da un chiaro tocco di mano ma l’arbitro non se ne accorge perchè impegnato a tenere le panchine sedute per bene in fila per tre col resto di due. La gara scivola cosi verso il fischio finale con parapiglia generale e qualche spintone di troppo. Vince il Botafogo e chi vince ha sempre ragione. Hanno torto tutti quelli che a fine gara hanno inscenato uno spettacolo poco edificante sotto l’aspetto amatoriale e non. Mi scuso con tutti ma non entro nel merito del chi prima o del chi dopo.
Questo probabilmente sarà l’ultimo corsivo dell’anno.
Ho cercato di fare del mio meglio tentando di essere obiettivo e leale verso ciò che vedevo. Ho narrato l’amicizia penalizzando la cronaca, cogliendone gli aspetti più caldi e passionali. Dalla panchina si soffre…. e molto. Ho quasi 46 anni e il pallone mi fa perdere la testa come quando ne avevo 15. Mi fa perdere la testa entrare in campo con il ghiaccio per assistere Leone ed accorgermi che le sue mani tremano come foglie per il dolore. Sono orgoglioso di amici che di fronte ad un avversario che specula sulla carta d’identità, lottano come ventenni proteggendosi le spalle l’un l’altro. Sono orgoglioso di amici che si stringono in cerchio e si guardano negli occhi come si guardano negli occhi gli uomini. Sono orgoglioso degli amici seduti con me in panchina uniti da un solo battito. Ieri sera è toccato a voi, oggi tocca a me.
Tu, pubblico, che canti “non vincete mai, non vincete mai”, sciacquati la bocca prima di parlare del GV Conte con aria di scherno. Ho troppa esperienza per non distinguere la “presa per il culo simpatica e goliardica” dal livore, dal rancore e da un inspiegabile risentimento verso la nostra splendida squadra. Quando nascevi nel 2004, il Conte rappresentava il Veneto in veste di campione Regionale FIGC alle finali Nazionali di Roma raggiungendo le semifinali. Il GV Conte ha ricevuto una wild card alle Finali Nazionali a Brescia come squadra gradita e di prestigio. Ti auguro di vincere metà di quello che abbiamo vinto noi. Scendere a Vicenza per incrociare le armi con gente come Nicolè, Rizzo, Maculan, Tartaria, aveva tutt’altro sapore che giocare con voi. Arredamenti Padovan, Pasticceria Poggiana, TMA hanno rappresentato un vanto per Vicenza. Un patrimonio di sportività e lealtà lasciato in eredità a chi? Di sicuro all’ Atletico S. Lazzaro, società esemplare dal mister in giù pubblico compreso, ma non a te, pubblico dello Stadio dei Fiori.
Schwoch ha difeso la maglia biancorossa della tua città per anni: quale magnifica occasione hai perso nel non applaudirlo ieri sera. “Tanto già lo so tanto già lo so segna Stefan Schwoch” gli hanno cantato i tifosi della Riviera Berica nella trasferta a Bassano. Pelle d’oca e onore a quei meravigliosi ragazzi.
Mi congedo con il cuore enfio di gioia per la grandissima stagione conclusa. Ringrazio Marco per aver preso in mano la squadra nel momento più buio della nostra storia ridonandole l’antico splendore per cui è nota. Gli avevamo chiesto di riportare 20 persone agli allenamenti e ci ritroviamo qui in semifinale. Ringrazio Paolo senza la cui “firma” ricordiamoci sempre che nulla sarebbe possibile. Ringrazio gli sponsor, ringrazio tutte le compagne dei giocatori che portano pazienza con tutti noi, ringrazio Celeste che porta pazienza con me, ringrazio Nick del DS, ma soprattutto ringrazio voi lettori ignoti (3400 l’ultimo articolo) che perdete tempo a leggere me, scribacchino inventato al momento, ma felice di esserlo stato per un anno intero. Ciao Lino.
zanna bianca
Tag: Botafogo, Fiori