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Diario · Storie & Eventi · 2015-11-15 · Zanna Bianca Archivio storico

Dalla parrucchiera

Avrò avuto si e no 5 anni. Mia madre al sabato andava sempre dalla parrucchiera e non avendo dove “parcheggiarmi” mi portava sempre con sé. In quegli anni non esistevano gli appuntamenti per cui l’ordine d’arrivo in negozio era anche l’ordine con cui venivano pettinate. Cinque minuti di ritardo e…………..la frittata era fatta. Arrivavamo sempre 5 minuti dopo a due signore sui settant’anni che dovevano fare la classica permanente rosso rame. Cinque minuti che ci costringevano a rimanere lì fino alle 20. Sette ore in cui oltre a vedere tutti i fotoromanzi di Franco Gasparri, ascoltavo radio Montegrappa mescolata a tutte le cagate che raccontavano le signore ululanti da sotto i caschi. Non c’era nemmeno un Topolino o uno Zagor per noi figli vittime delle parrucchiere, altro che telefono azzurro! Quelle ore non furono del tutto inutili perché imparai a riconoscere l’arte del gossip, come nasce una bugia, come nasce una calunnia, come nasce una leggenda. Lì in quel salone, fedeli mogli diventavano amanti dei propri cognati, onesti lavoratori diventavano fraudolenti furbacchioni, preti di campagna diventavano puttanieri da statale, e soprattutto imparai che la prima cliente ad uscire dalla porta, era quella di cui si parlava più animatamente. Mamma mi insegnò a stare zitto e a non intervenire mai perché, pur rimanendo in silenzio, si sarebbe parlato di noi appena usciti. Mi spiegò che anche una verità detta lì dentro, si sarebbe potuta trasformare in falsità una volta varcata la soglia dell’uscita.

Venerdi sera, sugli spalti di Stroppari credevo di essere dalla parrucchiera e dopo aver letto il commento di Ferraro ne ho avuto la certezza.

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