Diario · Storie & Eventi · 2013-11-04 · Zanna Bianca Archivio storico
Gossip are su peseto e fritoin
Arrivato a casa verso “un boto” scendo dall’auto, salgo le scale interne e come di consueto, mi spoglio nella stanza degli armadi. Un effluvio di fritto invade tutta la casa e solo allora io e Celeste ci rendiamo conto di essere stati alla cena “pesse e fritoin”. E’ soprattutto il fritoin a lasciare il segno. Brucio i vestiti nella caldaia e mi rado i capelli a zero. Le cose ora vanno meglio e dopo una bella doccia si va a letto e come tutte le coppie del mondo che rientrano da una cena si inizia a “gossip pare” neologismo nato dalle parole gossip e pare. La partenza è tutta mia e mi scaglio, da buon maschio, sulla qualità eccellente del rabosello bianco dei colli di San Piero in Gù. Boccato amabile, struttura e profumi di bruscandolo. Caratteri unici e peculiari del rabosello di SPG. Sull’entusiasmo del vino Celeste affronta l’insalata di polpastrello descrivendone l’ottima pezzatura sia del pesce che del sedanello di Rubbio, sicuramente affettati col machete. Il letto comincia a riscaldarsi ed il gossip sale di tono. Il letto di radicio ciosoto con cui vengono serviti i gamberi mi ricorda il venticinquesimo di matrimonio dei me veci fatto su a San Luca di Marostica. Ricordo che il primo fu “pennette wodka e salmone” e il pasto terminava con formaggio frutta dolce caffè. Un tripudio del seventy! Manca la salsa rosa di Michele del Golden ma poco importa perché è l’ora del crudo. Sul piatto mi arriva solo il limone ma devo dire che era buonissimo. Giusta acidità e il profumo ricordava la costa Amalfitana. Eccezionali! Tutti in attesa dello spaghetto all’astice ed ecco entrare in sala lo chef con un trionfo di cappesante in brodo su saint Jaques al Veuve Clicquot. Renato, lo chef, sa di avere in mano il pezzo forte della serata e serve personalmente la primizia. La temperatura del letto sale sempre di più fino ad arrivare al risotto all’aglio. Fantastico questo mix di medio oriente, Pozzoleone e Friola. Direi che nella tostatura del riso prevale la cultura della cucina Friolana da non confondere con quella friulana. I commensali ululano, chi urla bisssss, chi dice di non averne ancora avuto. Chi finge di avere figli per farsene lasciare un po’ su di un finto posto a lato. E intanto il rabosello dei colli di San Pietro in Gù fluisce nei calici di ciascuno. Non c’è quasi più spazio per nient’altro quando ecco che arriva lui, el fritoin. Una montagna di pesseti misti ad altri pesseti. Tanti pesseti, quelli del gatto per intenderci ma buoni, tanto buoni. Caldi fragranti e croccanti. Meraviglioso pesseti dorati accompagnati da fragranti “pommes frites” che si sciolgono in bocca. A sgrassare la bocca, un sorbetto che lascia intendere come le delizie siano giunte al termine. E’ un’ovazione di ringraziamenti per Bindella. C’è chi gli stringe la mano, chi gli chiede di intercedere presso Chef Renato per poter avere un tavolo sabato prox. Tutto prenotato recita l’agenda. E allora via con il Karaoke, la lotteria e X Factor. Non so chi vince ma so che Campesan riceve tre no. Sono ormai le due di notte. Io e Celeste puzziamo un po’ meno da fritoin e lentamente cediamo al sonno sapendo che i capelli comunque ricresceranno.
C&C
La dottoressa Celeste
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