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Diario · Storie & Eventi · 2015-11-05 · Zanna Bianca Archivio storico

IL CALCIATORE AMATORIALE PROFESSIONISTA

La gestione dello spogliatoio in una squadra amatoriale professionista passa attraverso lo studio delle abitudini e della psicosi di ogni atleta. Da anni ormai mi confronto con questo tipo di problematiche e posso vantare una certa abilità nel destreggiarmi tra le paturnie che ogni atleta partorisce immancabilmente prima e dopo ogni partita. Il calciatore amatoriale professionista esce dagli schemi canonici del calciatore di categoria. Egli rivendica un proprio status ribadendo una sorta di autonomia sindacale. Non v’è contratto col quale gli si possa imporre alcunché e non v’è clausola a cui appellarsi se non rispetta le regole. La regola principale per ottenere il massimo da lui è dirgli sempre quanto beo, alto, biondo e bravo che el ze. Solo in un secondo momento, si può affrontare l’aspetto tecnico o peggio ancora quello tattico. La cosa più difficile è convincerlo di essere ancora un atleta. Gallo per esempio mi costò sei anni di vita: ora però crede di essere 1,80 cm. e di assomigliare a Gigi Meroni. In compenso, non salta un allenamento da 38 anni. Passò direttamente dai pulcini Angarano agli amatori del GV Conte. Quella volta, ci fregò perché avendo già i baffi di Bergomesca memoria, credemmo alla sua millantata età di 32 anni (ne aveva 7 e da allora non è più cambiato). C’è poi la tipologia del “vegno pa a compagnia ma se non zugo spaco tutto”. Questo è il più facile da gestire perché rientra nella categoria delle mere debolezze umane. Basta schierarlo fuori ruolo con la scusa dell’esperimento tattico mettendolo cosi di fronte alle proprie disgrazie calcistiche. Riconosco l’ipocrisia ma se uno nasse tondo nol poe morire quadrato. Nel caso contrario….scoperta una nuova stella! Categoria molto interessante, è quella dei facoltosi. Mettono quota senza nulla ferire ma dopo 1/4 d’ora iniziano a dire: “ mi gò pagà xio bepi, a ga da pagare tutti quanti sennò non ze giusto!” Stupendi! Fossi Dante li metterei nel girone dei terzini destri: destinati a marcare l’ala sx a vita subendo continui tunnel. Poi abbiamo i titolari fissi. I più accondiscendenti………………..fino alla prima sostituzione o, peggio ancora, alla prima panca (magari invernale con plaid a quadri sulle ginocchia). Pugni scarpae e musi lunghi come la Moranda. Chi è la Moranda? Quella a cui passò anche se l’aveva più granda! Ricordo con nostalgia Wladi. Ruppe due lavandini, una porta e tre docce, per essere stato sostituito al 94′ con ancora un minuto di recupero da giocare. Ricordo ancora le lacrime di gioia di Carlo per essere entrato a giocarsi quel minuto tanto agognato. Si perché grazie a quel minuto, Carlo mise assieme la sua prima gara nel Gv Conte sommando i minuti giocati dal 1973. Fu un tripudio. In spogliatoio Carlo offrì gazzosa e condiriso per tutti. Solo Wladi, esiliato in un angolo, non partecipò al banchetto chiuso nel suo broncio.

Ci sono poi gli infortunati cronici che hanno bisogno del massaggio prima di ogni gara. Di solito, a dolere, è il muscolo sentito nominare nell’ultima partita vista su Sky. Bicipite, sartorio, adduttore, e chi più ne ha più ne metta. Ricordo ancora la fase di riscaldamento nel pre gara finale 2007 GVConte – Anthea. Pippo si avvicinò a me e disse: “Claudio, mi fa male qui, mi faresti un massaggino?” Risposi con la stessa sicurezza con cui Salvatore Carmando trattò Alemao a Bergamo : “ Caspita! Ti duole il gemello?”

“NO!” rispose Pippo

“Me fa mae a mi no a me fradeo!”

Parlare di spogliatoio senza parlare del taping o del nastro salvapelle è come parlare di Roma senza nominare il Papa. L’uso indiscriminato che il calciatore amatoriale professionista fa di questo tipo di bendaggio, è probabilmente una delle cause principali dell’inquinamento terrestre. L’uso medio pro-atleta è di 638 rotoli a campionato. Nell’appello pre Sarcedo / Gv Conte del 2013, dovemmo srotolare Paolino Gnesotto per far vedere all’arbitro che era veramente lui: sembrava Tutankhamon!

Pazzesco! C’è chi lo nasconde e dice di non averlo visto, chi lo ruba e lo rivende ai cinesi, chi se lo mette dentro alle mutande per far vedere il pacco più grosso: il nastro salva pelle è l’oro del XXI SECOLO!

Chiudo in bellezza affermando con assoluta certezza che il calciatore amatoriale professionista, si toglie i calzettoni e li butta nella borsa rigorosamente storti. Caro Marco, porta pazienza, la strada per avere i calzettoni dritti è ancora lunga in compenso………….tutti, ormai, si sanno allacciare le scarpe!