Diario · Storie & Eventi · 2021-06-09 · Zanna Bianca Archivio storico ★ Best-of
VERDE BIANCO ROSSO
Ci fregarono quando, da piccoli, ci dissero di colorare dentro ai bordi. Ma un bimbo ostinato e capriccioso, che di nome faceva Marco, non sapeva cosa fossero i bordi e disegnò su tutto il foglio sbordando pure sull’orribile banco grigio verde. La maestra lo sgridò ma il suo banco era il più bello di tutta la classe. Disegnò calciatori e disegnò maglie colorate. Disegnò lo Scudetto. Attorno a se, i bambini attratti da quei colori, si accorsero che il loro banco era brutto e rifletteva luce grigia del neon. Fu cosi che Simone, il “Garrone” della classe, passò dal Bottegon e comprò una scatola di colori fiammanti. Da li a pochi giorni, il banco di ogni bimbo iniziò a prendere una forma diversa. Chi usò il rosso, chi il verde. Alcuni usarono il bianco e si accorsero che avvicinando i banchi, prendeva forma il Tricolore. Partirono cosi per Cervia, chi con un colore, chi con il cavalletto, chi con la tavolozza: il pennello era strettamente in mano a Marco. Per strada, incontrarono pittori famosi che, attratti dall’opera nascente, scelsero di unirsi alla scuola. Il sole romagnolo, baciava il volto dei provetti Ligabue che di fronte al Borgorosso FC posarono il pennello di Marco rigando il foglio con due baffi rosso blu: i baffi del Cagnolino. Il foglio non era più bianco. Garrone non dormì quella notte tormentato dall’incubo di affrontare gli amici dell’asilo. Poi ricordò che li non c’erano colori ma solo matite grigie. Prese il pennello di Marco e stese il Fiumicino ricoprendolo di colore. E venne il turno della Lokomotiv: conoscete nome più grigio di questo? Colore per tutti in 5 versioni: dal giallo paglierino di Super, al rosso fuoco di Edo al blu profondo di Lino. Ed il Promenade ci aspettava avvolto da un’atmosfera felliniana che solo la Romagna può regalare. Rebellato sembra Guido Anselmi di 8 ½ alla ricerca di un opera che a sua insaputa si sta formando sotto agli occhi. Alla pari di Alba, Cervia ci propone nel menu della semifinale la città del sommo poeta. “La porti un bacione a Firenze” urlò Paolino dopo aver dipinto gli occhi della nostra Gioconda. In gergo la chiamano la “La partita perfetta”. Un capolavoro in ogni dettaglio tecnico, tattico, fisico. Attorno a Michelangelo Budel, il GV CONTE incanta la tribuna che non lesina applausi ad ogni azione. Ormai il “Dito di Dio Eupalla” è disegnato, solo la finale dirà se toccherà le maglie del DANIELI o quelle der Colosseo.
Domenica 6 giugno 2021 Il Promenade ci sveglia con un prezioso formaggino Susanna spalmato sulla piadina Molisana (quella romagnola non entrava nel budget). Pan Carrè a volontà e fiumi di acqua potabile conservata in splendide bottiglie recanti il numero di camera con tratto Marker nero punta scalpello. Siamo allo Stadio dei Pini dove il profumo di Zoran pervade tutt’ora lo spogliatoio di Campioni il Sogno. Loriano è tra noi come le urla di Ciccio Graziani. Ma c’è Roma, tra noi ed il Bis. Eupalla sembra voltarci le spalle quando un perfido tacchetto toglie dal campo lo splendido Boe. Attimi di paura e la tensione è visibile nel volto di ognuno di noi. L’espulsione di Mastro Cape a 10 minuti dal termine, spezzerebbe le reni ai greci…. e anche ai romani. Ma ce n’è uno che non conosce ne Eupalla ne sa cosa siano le reni: Edo Lorenzini. Sto tenendo il tempo in panchina ed il cronometro dice 1’45’’ al termine. “In mezzo ora si può entrare, c’è spazio” sono le parole che sento dire a Edo poco prima di vederlo prendere palla, e penetrare dritto per dritto le porte del Colosseo. Ricordo di aver visto negli occhi di Simone i colori che uscivano dai bordi, dal foglio, dal banco! Colore ovunque, colore VERDE BIANCO ROSSO. Ho le guance umide, sono commosso e non capisco nulla. Il Dito di Dio Eupalla ha toccato il piede del Tir. Grazie ragazzi, il GV CONTE è CAMPIONE D’ITALIA. Grazie allo sponsor DANIELI senza il quale tutto questo non sarebbe stato possibile.
ZANNA BIANCA